Elettrosmog:

cause ed effetti

Elettrosmog

L’inquinamento elettromagnetico, definito elettrosmog, non è altro che l’inquinamento determinato dalle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti ossia rientranti nell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz alle frequenze della radiazione visibile (ad esempio il laser). I campi elettromagnetici possono essere prodotti artificialmente, ma si verificano anche nell’ambiente a noi circostante in modo naturale. Per i campi statici e a bassa frequenza, i componenti elettrici e magnetici sono considerati separatamente. I due componenti sono invece strettamente accoppiati tra loro nei campi ad alta frequenza, per cui parliamo di campi elettromagnetici.
Oggi, l’inquinamento derivante dai campi elettromagnetici, elettrosmog, è una delle questioni più dibattute soprattutto per quanto riguarda i rischi e gli effetti sull’ambiente e sulla salute di tutti noi. Ogni giorno, siamo esposti a campi elettrici ed elettromagnetici generati da sorgenti inquinanti come, ad esempio, impianti elettrici e antenne, senza neanche rendercene conto.

Le cause dell’inquinamento elettromagnetico

l fenomeno dell’elettrosmog è legato a cause molteplici e, soprattutto, a diverse sorgenti di campi elettrici ed elettromagnetici come:

  • elettrodotti per il trasporto di energia elettrica,
  • segnali radiotelevisivi,
  • impianti per la telefonia mobile,
  • apparecchi biomedicali,
  • impianti per la lavorazione industriale,
  • elettrodomestici e dispositivi che necessitano di corrente elettrica.

I campi così generati si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche che vengono misurate in frequenza (Hertz), ovvero in numero di oscillazioni che l’onda elettromagnetica compie in un secondo; 1 Hertz equivale a un’oscillazione al secondo.In base a questo parametro, si definiscono due tipi di inquinamento elettromagnetico generati da:

  • campi a bassa frequenza (0 Hz – 100 kHz),
  • campi ad alta frequenza (100 kHz – 300 GHz).

I campi a bassa e alta frequenza

Più nel dettaglio i campi a bassa frequenza rientrano quelli generati dagli elettrodotti che, generalmente, arrivano a una frequenza di rete di 50Hz; mentre nei campi ad alta frequenza si trovano quelli generati dai segnali radiotelevisivi e dagli impianti per la telefonia mobile.

elettrosmog

Questa distinzione è importante, poiché permette di definire le caratteristiche dei campi in prossimità delle sorgenti al variare della frequenza di emissione e, quindi, anche le possibili interazioni tra campi elettromagnetici ed esseri viventi con tutti gli effetti, come eventuali danni alla salute, che possono derivarne. Infatti, l’entità dei rischi dovuti all’esposizione a un campo elettromagnetico dipende dalla frequenza e dall’intensità del campo stesso (detta induzione magnetica e misurata in Tesla), dalla distanza a cui ci si trova rispetto alla sorgente e dalla durata di esposizione. Un campo elettromagnetico e le sue caratteristiche vengono misurati attraverso dispositivi dedicati: i rilevatori di campi elettromagnetici.

Quali sono gli effetti derivanti da questa prossimità?
Esistono dei rischi concreti per la salute?
Qual è il reale impatto ambientale?

Gli effetti termici

Effetti della potenza assorbita per unità di massa corporea o organica.

Gli effetti specifici

Ossia effetti che si studiano sul corpo a livello cellulare o molecolare.

Effetti biologici dell’elettrosmog

airc

Nel 2001, la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha condotto alcuni studi circa i possibili danni alla salute derivanti dall’esposizione a campi elettromagnetici.

I risultati li hanno definiti nella classe 2B dei possibili cancerogeni evidenziando un’associazione statistica, non una diretta conseguenza, tra esposizione ai campi elettromagnetici al di sopra di 0,4 microTesla nel periodo post-natale e un incremento del rischio di leucemie infantili.

Per quanto riguarda, invece, i cellulari e la telefonia mobile non esistono risultati certi sui rischi legati al loro utilizzo.

Ecco perché, ad oggi, non possiamo parlare di danni, ma solamente di effetti biologici siano essi positivi o negativi. Un effetto biologico è, semplicemente, la risposta dell’organismo a uno stimolo indotto e, quando negativo, può provocare danni reversibili o irreversibili.

Esposizione a campi elettromagnetici

Principali Riferimenti Normativi per la popolazione. Raccompandazioni sull’esposizione alla bassa e alta frequenza.

Aspetti epidemiologici

Le onde elettromagnetiche interagiscono in diversi modi con i sistemi biologici, come piante, animali o esseri umani.

Campi a bassa frequenza,
gli effetti biologici

elettrosmog effetti sull'uomo

L’esposizione costante a campi elettromagnetici a bassa frequenza può provocare, nel corpo umano, delle correnti elettriche responsabili della stimolazione involontaria di certi organi come cuore, polmoni, pelle e occhi, causando disturbi di tipo visivo.

Gli effetti biologici
dei campi a alta frequenza

effetti dell'elettrosmog

L’effetto più evidente è lo sviluppo di calore: i campi elettromagnetici tra i 400MHz e i 2000MHz provocano riscaldamenti localizzati. Inoltre, per campi sopra i 300MHz, è possibile riscontrare effetti acustici simili a ronzii.

Nel 2004 l’ICNIRP (International Commission for Non-Ionizing Radiation Protection) ha pubblicato i risultati degli studi condotti nella ricerca “Epidemiology of Health Effects of Radiofrequency Exposure”. I casi studio erano rivolti a dimostrare:

  • l’insorgenza di cancro, disturbi cardiovascolari, infertilità o cataratta per l’esposizione a campi elettromagnetici,
  • inoltre l’insorgenza di leucemie infantili causate dall’esposizione a segnali radiotelevisivi,
  • e ancora l’insorgenza di tumori al cervello legati all’utilizzo di cellulari.

Anche dopo l’aggiornamento del 2011, i risultati hanno dimostrato che non esiste una correlazione dimostrabile e consistente tra esposizione a campi elettrici ed elettromagnetici e danni alla salute.
Inoltre, l’ICNIRP ha confutato gli studi condotti nel 2001 dalla IARC, giudicando il campione non sufficientemente rappresentativo.

In conclusione, è attualmente impossibile trarre deduzioni assolute e definitive circa l’esposizione ai campi elettrici ed elettromagnetici e l’innesco di processi tumorali, alterazioni del DNA e patologie di diversa natura. Nonostante le numerose e autorevoli ricerche, i risultati non sono, ad ora, attendibili poiché troppo frammentari, inconsistenti o contraddittori.

Se pensi che la tua salute sia a rischio
e vuoi migliorare le condizioni dell'ambiente che ti circonda

Le varie sorgenti di campi elettromagnetici alle varie frequenze

TIPO DI RADIAZIONI

FREQUENZA

CHI LE PRODUCE

ELF (Extremely Low Frequency)
Campi a bassa frequenza

Fino a 300 Hz

Elettrodi ed apparecchi elettrodomestici in genere

IF (Intermediate Frequency)
Campi a frequenza intermedia

300 Hz a 10 MHz

Monitor PC, dispositivi antitaccheggio,
sistemi di allarme ecc...

RF (Radiofrequenze)
Campi ad alta frequenza intermedia

10 MHz a 300 GHz

Ripetitori radio e tv, stazioni radio base
per la telefonia mobile, cellulari,
forni a micronde ecc..

fonte ENEA

I limiti di legge per i campi e.m. ad alta frequenza

Limiti di esposizione
(f = frequenza)

Intensità di campo elettrico
E (V/m)

Intensità di campo magnetico
H (A/m)

Densità di potenza
D (W/m2)

0,1 < f ≤ 3 MHz

60

0,20

--

3< f ≤ 3000 MHz

20

0,05

1

3< f ≤ 300 GHz

40

0,10*

4

Valori di attenzione e
obiettivi di qualità
(f=frequenza)

Intensità di campo elettrico
E (V/m)

Intensità di campo magnetico
H (A/m)

Densità di potenza
D (W/m2)

0,1 MHz < f ≤ 300 GHz

6

0,016

0,10 (3MHz-300GHz)

I limiti di legge per i campi 50 Hz generati da elettroprodotti

Soglie di riferimento

Campo di induzionemagnetica

Campo elettrico (V/m)

Limite di esposizione

100

5000

valore di attenzione

10

--

obiettivo di qualità

3

--

fonte all. B del DPCM 8.7.2003